Tieniti in forma

Alcuni consigli per la salute fisica

DimaSnell Pranzo
DimaSnell Cena
DimaSnell ti permatte di non temere più l'ora dei pasti
Numero Verde DimaSnell 800031970
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Consigli utili per ritrovare la “forma”.

La perdita di grasso corporeo non deve avvenire in modo brusco, ma deve verificarsi progressivamente attraverso una corretta e salutare gradualità. Quest’obiettivo richiede perciò un impegno che presuppone una forte e costante motivazione nel voler raggiungere la forma fisica desiderata. La realizzazione pratica a questo punto sarà proporzionalmente correlata al livello di autodisciplina che sapremmo imporci lungo il cammino del nostro miglioramento fisico. Dovremo infatti pianificare e rispettare, un programma di dimagrimento che avrà come pilastri portanti un’adeguata alimentazione ipocalorica, unitamente ad un adeguato programma di attività fisica. Queste due azioni basilari potranno beneficiare dell’ausilio di integratori alimentari mirati a coadiuvare la riduzione del peso corporeo, infatti, nel caso specifico del DIMASNELL Pranzo e Cena, il prodotto è stato studiato e formulato per svolgere da un lato un’azione mirata a ridurre l’assorbimento dei grassi ingeriti con l’alimentazione, e dall’altro per aiutare l’organismo a utilizzare a fini energetici i depositi adiposi.

ApriCOME INIZIARE UN PROGRAMMA DI DIMAGRIMENTO:

La prima cosa da fare è quella di consultare il proprio medico di famiglia per un check-up generale sulle condizioni di salute, fatto ciò potremo programmare con un personal-trainer qualificato le mete da raggiungere, fissandone anche i tempi di realizzazione.

Stabilito il nostro obiettivo, sarà opportuno registrare su un qualsiasi quadernino le misure di inizio programma, ossia il peso corporeo, la circonferenza della pancia, dei fianchi, delle cosce e delle braccia, così da poter monitorare via via i nostri progressi. Sarebbe utile anche allegare due o tre foto, proprio per avere visivamente l’idea di come ci staremo “allontanando” dalla forma fisica che volevamo, appunto, migliorare. Ricordiamoci infine che i primi risultati arriveranno già dopo alcune settimane, e costituiranno un sicuro stimolo motivazionale per continuare il cammino intrapreso.

Per dimagrire, dobbiamo sostanzialmente tenere conto che la perdita di peso, come il mettere su chili, altro non è che un bilancio in negativo, il primo, o in positivo, il secondo, tra le calorie che si introducono e quelle che si consumano. E’ una questione di bilancio energetico, ossia se consumiamo giornalmente 2.000 calorie, e ne ingeriamo 3.000, tenderemo ad accumulare in grasso le calorie non utilizzate. Per contro, se da un lato inizieremo ad ingerire meno calorie (attraverso una dieta adeguata) e dall’altro aumenteremo la quantità di calorie consumate giornalmente (attraverso una maggiore attività fisica) porteremo in negativo il bilancio tra calorie entrate e calorie consumate, e questo deficit costringerà il nostro corpo ad attingere alle riserve accumulate sottoforma di grassi, con la conseguente riduzione del peso corporeo.

Tutto questo processo, ovviamente, deve essere effettuato in maniera graduale ed intelligente, perché spesso le diete che vengono lanciate dalla moda permettono si anche di bruciare i grassi, ma fanno perdere anche una parte dei protidi strutturali che costituiscono la massa magra, cioè il tessuto muscolare indispensabile per la nostra salute e per ogni nostra attività fisica. Al dimagrimento, così erroneamente ottenuto, si accompagnano spesso anche depressione, irritabilità e stanchezza, ed a livello fisico otterremo un frustrante “look da zombie”. Di conseguenza sarà facile perdere ogni motivazione e ritornare a breve alle vecchie, cattive, abitudini.

 

ApriCOME CI SI DEVE ALIMENTARE:

I migliori nutrizionisti ed i più grandi atleti non parlano mai di diete, ma di corrette abitudini alimentari, ed è proprio in questo senso che dovrà essere focalizzata la nostra attenzione.

Dovremo infatti autodisciplinarci nell’assumere solo ciò di cui avrà bisogno il nostro corpo per poter dimagrire, senza desistere per necessità di soddisfare il gusto e l’appetito. Dovremo anche alimentarci tenendo conto del tipo di metabolismo e del tipo di attività che svolgiamo durante la giornata, infatti una persona che svolge un lavoro prevalentemente fisico avrà esigenze alimentari diverse rispetto chi passa la maggior parte della giornata seduto davanti al computer, e viceversa.

I consigli che seguiranno sono, per l’appunto, dei semplici e generici consigli per una sana e corretta alimentazione, ed in quanto tali non hanno alcuna pretesa come quale dieta vera e propria, dieta che invece solo un medico nutrizionista specializzato potrà prescrivere “su misura” per le vostre esigenze.

 

ApriPer una sana PRIMA COLAZIONE:

E’ un gravissimo, quanto diffuso, errore uscire di casa avendo bevuto un caffè espresso, o una semplice spremuta, poiché dopo una notte di digiuno l’energia prontamente utilizzabile è ridotta al minimo, e quindi al risveglio ci si dovrà alimentare adeguatamente in modo da ridare all’organismo la carica necessaria per affrontare una nuova giornata di lavoro e di altri impegni sia fisici che intellettuali.

Fare colazione è altresì importante per non ritrovarsi a metà mattina con un’eccessiva fame che ci porterà a cedere a tentazioni come il cornetto al bar, o altri alimenti da evitare, poiché di facile reperibilità ma ricchi di grassi e di zuccheri semplici. Ne consegue che la prima colazione non è un pasto opzionale del quale, tutto sommato si può anche fare a meno, ma è il pasto più importante, anche perché cadenzerà tutto il resto della nostra “giornata alimentare”. Se non si è abituati a fare colazione a casa, basterà iniziare, e nel giro di qualche giorno si ribalterà la situazione e ci sembrerà inusuale uscire di casa senza aver fatto la nostra colazione.

Quindi, una prima colazione basata su l’assunzione di carboidrati complessi (come quelli presenti nelle fette biscottate), con una tazza di latte scremato, o di tè, costituisce l’indispensabile rifornimento di “carburante” per iniziare correttamente la giornata.

Verso metà mattina sarà importante alimentarsi con qualcosa di energetico ma leggero, come un frutto o uno yogurt o una spremuta, o al limite anche un cappuccino al bar, dolcificato con fruttosio. (se non vorrete assumere troppi caffè, potrete sempre richiedere un cappuccino con il decaffeinato). In questo modo spezzerete la fame senza arrivare all’ora di pranzo con un eccessivo appetito che non vi permetterà di mantenere il controllo delle porzioni.

 

Per il PRANZO:

La dieta mediterranea è ritenuta la più razionale: una porzione di 80 / 100 grammi di pasta o di riso, con condimenti leggeri (sugo di pomodoro non soffritto, con olio extravergine d’oliva), un secondo ricco di proteine, ad esempio una fettina di carne ai ferri o un petto di tacchino, o pesce bollito condito con succo limone, un contorno di verdure ed un frutto.

Verso metà pomeriggio è sempre opportuno fare un altro spuntino, come quello del mattino.

 

ApriPer la CENA:

La sera sarà più facile farsi tentare da porzioni abbondanti e da pietanze non proprio definibili come “dietetiche”, soprattutto se non ci si è alimentati correttamente durante la giornata, effettuando anche gli spuntini. Tuttavia sarà proprio a questo punto che dovremo far maggior appello alla nostra autodisciplina, stando attenti ad evitare qualsiasi eccesso per via del fatto che le calorie ingerite in eccedenza, durante il sonno saranno destinate a trasformarsi inevitabilmente in accumuli adiposi.

Conseguentemente sarà opportuno ridurre la razione serale, limitando al minimo gli alimenti ricchi di carboidrati complessi e a maggior ragione gli zuccheri semplici, evitando quindi la pasta, il pane, il riso, ed i dolci di ogni genere, preferendo invece alimenti proteici, quali il pesce o la carne magra come il petto di tacchino, associati ad altri ricchi di fibre, quali le verdure, l’insalata, etc. Ad esempio, per una cena semplice e veloce, potrete preparare una ricca insalatona con pomodorini pachino a volontà, con l’aggiunta di tonno al naturale, condita con un filo d’olio extravergine ed aceto balsamico. Oppure potrete variare, mettendo al posto del tonno del petto di tacchino, o del petto di pollo cotto alla griglia e tagliato a quadrettini, o una mozzarella tipo light. L’importante sarà pertanto evitare, diciamo da dopo le 17 in poi, i cibi contenenti carboidrati e zuccheri come pane, pasta, dolci, succhi di frutta, cracker, e panini, perché, come predetto, i carboidrati assunti alla sera sono più inclini a essere convertiti in grasso corporeo o, comunque, andranno a ridurre la quantità di grassi che il corpo avrebbe potuto bruciare durante il sonno.

In una corretta alimentazione è importante limitare anche l’uso del sale da cucina, che può causare ritenzione idrica con conseguente aumento di peso e superlavoro per l’apparato circolatorio, nonché l’innalzamento della pressione arteriosa. Va anche ridotta la quantità di vino, e limitata al minimo l’assunzione dei superalcolici e delle bevande zuccherine.

Molto importante è anche il consumo dei cosi detti “grassi buoni” che devono essere si contenuti, ma mai eliminati, in primis è importante consumare l’olio d’oliva extravergine, ed alcuni pesci, come il tonno, il salmone e il pesce azzurro, che sono ricchi di omega 3. Questi lipidi sono fondamentali nel veicolare le vitamine liposolubili (Vit. A ed E) e nel contrastare l’innalzamento dei livelli di colesterolo. Per questo si dovrebbe infatti consumare circa tre volte alla settimana il pesce, ed usare come condimento un cucchiaino d’olio extravergine di oliva a pasto, e mangiare ogni giorno qualche mandorla, magari come spuntino.

Sottolineiamo che per dimagrire, paradossalmente, occorre fare diversi pasti al giorno, poiché in tal modo:
- Si bruciano più calorie, perché ogni volta che ci si alimenta, il corpo consuma energia per la digestione.
- Si assimila meno e si digerisce meglio, e l’intestino non si appesantisce.
- Si mantiene equilibrato il livello degli zuccheri nel sangue, limitando il desiderio di mangiare dolci.

 

ApriL’ATTIVITA’ FISICA:

Per essere in forma è sufficiente seguire un razionale programma personalizzato di allenamento aerobico, iniziando con sedute di 15 minuti, ed aumentandone gradualmente la durata, sino a 40 minuti.

Andrà eseguita un’attività aerobica con un ritmo costante, ad un livello moderato compreso tra il 60 e l’80% della propria frequenza cardiaca massima. Il calcolo si effettua sottraendo 220 dall’età anagrafica, pertanto per una persona di 40 anni, la frequenza cardiaca massima corrisponde a: 220-40 = 180 battiti al minuto, quindi moltiplicando questo risultato per 0,6 o 0,8 otterremo il numero di battiti entro i quali dovremo allenarci, ossia in tal caso tra i 108 ed i 144 battiti al minuto. Questo ritmo ci consentirà di mantenere un’andatura di media velocità che dovrà permetterci di sostenere una normale conversazione senza andare in affanno. Le attrezzature utili a questo scopo sono il tapis roulant, la bicicletta, lo step, etc. Le sedute settimanali da effettuare si potranno anche determinare in base alla massa grassa che dovremo andare a ridurre. Nella maggior parte dei casi possono essere sufficienti 3 allenamenti alla settimana, da 30 minuti a seduta. Al programma aerobico sopra descritto sarà importantissimo abbinare esercizi con macchine e pesi liberi, per tonificare e rafforzare la muscolatura. Questa integrazione, oltre a far conseguire un perfetto look tonico, aiuterà ulteriormente a dimagrire, in quanto aumenteremo la massa muscolare ed innalzeremo il metabolismo basale, cioè le calorie che l’organismo brucia stando a riposo per mantenere le funzioni vitali.

Anche in questa fase di allenamento sarà importante la supervisione di un trainer qualificato con il quale impostare un programma che tenga conto anche di eventuali problematiche fisiche, come ad esempio il mal di schiena o altre problematiche similari.

Molta attenzione dovrà essere posta sui carichi di lavoro, sui tempi di recupero tra un esercizio e l’altro sulla cadenza degli allenamenti settimanali.

Inizialmente è consigliabile esercitare tutte le masse muscolari nella stessa sessione d’allenamento e solo dopo i primi risultati si potrà ricorrere ad un programma di allenamento più specifico.

Teniamo presente che l’attività fisica comporta un’abbondante sudorazione con perdita d’acqua e di preziosi minerali (calcio, magnesio e potassio) indispensabili per la contrazione muscolare. Da ciò l’importanza di bere sia nel corso della giornata e sia durante l’allenamento, per prevenire la disidratazione che comporta l’insorgenza di fastidiosi crampi muscolari ed una diminuzione della performance atletica. A proposito della sudorazione, occorre ricordare che si tratta di un meccanismo fisiologico indispensabile per la regolazione della temperatura corporea, ma non necessariamente legato ad un’automatica diminuzione della massa grassa. La sudorazione, infatti, può avvenire anche in assenza di movimento, ad esempio per il caldo eccessivo, ed in questi casi non avremo consumi calorici, pur in presenza di abbondante sudorazione. Intatti la modesta diminuzione di peso corrisponderà esattamente alla quantità dei liquidi perduti con il sudore. Quindi il corpo, attivando lo stimolo della sete, tenderà a reintegrare rapidamente l’acqua ed i sali minerali perduti per non andare incontro al fenomeno ed alle conseguenze della disidratazione, e bevendo, il peso tornerà ad essere il medesimo di prima. E’ comunque molto importante bere almeno un paio di litri di acqua al giorno, sia per reintegrare i liquidi persi e sia per eliminare le tossine prodotte dall’organismo.

 

Apri11 consigli per aumentare il metabolismo

La maggior parte delle persone vorrebbe alzare il livello del proprio metabolismo, infatti ormai quasi tutti sanno che ciò comporterà un aumento del consumo delle calorie anche quando siamo a riposo. Senza un buon metabolismo basale il corpo depositerà l'eccesso di calorie sotto forma di grassi per un uso futuro. Il problema per molte persone è che non useranno mai queste calorie in eccesso e ciò porterà ad un aumento di peso.
Ci sono molti fattori che influenzano il metabolismo di una persona: l'età, il peso, i cambiamenti ormonali, la massa muscolare, la dieta, i fattori genetici, lo stress e la quantità di attività fisica svolta giornalmente.
Come puoi notare aumentare il metabolismo include diversi fattori, ma non c'è da preoccuparsi eccessivamente perché è relativamente facile aumentare il proprio metabolismo se lo si vuole.

1. Aumenta la tua massa magra. Con l'aumentare dell'età il metabolismo cambia insieme, quindi, alla capacità di bruciare calorie. Un modo per superare questo problema è quello di esercitarsi. I muscoli bruciano calorie e quindi più ne hai più calorie bruci, anche stando fermo. Puoi aumentare i muscoli con esercizi di resistenza o di sollevamento pesi almeno due volte a settimana. Puoi anche aumentare il tuo metabolismo facendo cardio fitness. Puoi fare cardio fitness insieme o al posto degli esercizi con i pesi. Comunque basta fare una passeggiata o usare le scale al posto dell'ascensore per fare esercizi aerobici.

2. Fai colazione. Molte persone se lo dimenticano. Ciò che non ricordano è che la colazione è il più importante pasto della giornata. La colazione dà una bella spinta al metabolismo e ci fornisce una consistente scorta di energie per tutto il giorno. la maggior parte delle persone che fanno una colazione sana hanno un peso minore e una salute migliore di coloro che non fanno colazione.

3.Evitare lo zucchero bianco! lo zucchero bianco raffinato (vd. articolo: zucchero bianco vs zucchero di canna) come quello che si trova nei dolci e nei soft drink sovraccarica il corpo di zuccheri causando seri problemi di salute, inclusi l'obesità e il diabete. I carboidrati complessi sono una migliore risorsa energetica e evitano sbalzi di glicemia dannosi per il corpo. Il corpo umano non è stato costruito per affrontare la quantità di zucchero che la maggior parte delle persone assume con la propria dieta.

4. Mangia cibi piccanti. I cibi piccanti che ti fanno sudare possono aiutare ad aumentare il metabolismo.

5. Dormi bene la notte. C'è una ricerca che dimostra che le persone che non dormono a sufficienza tendono ad aumentare di peso.

6. Bevi più acqua. l'acqua è il lubrificante del corpo. Porta anche via le tossine e quindi libero il fegato lasciandogli più tempo per metabolizzare le riserva di grassi. Anche bere acqua fredda fa aumentare il metabolismo in quanto "obbliga" lo stomaco a riscaldarla per portarla alla temperatura del corpo, bruciando di fatto calorie.

7. Consuma piccoli pasti. mangiare 5-6 piccoli pasti al giorno evita la sensazione di fame, permette al corpo di avere sempre energie fresche e tiene sempre attivo l'apparato digerente facendo così consumare calorie.

8. Non saltare i pasti. Saltare i pasti per dimagrire è controproduttivo in quanto, in realtà, fa diminuire il metabolismo e può anche portare a mangiare di più negli altri pasti.

9. Pianifica i tuoi pasti. Se riesci ad avere un menu settimanale è più facile raggiungere il tuo obbiettivo.

10. Bevi tè verde. E' stato dimostrato che fa aumentare il metabolismo senza stressare il corpo come invece fa la caffeina.

11. Aumenta l'assunzione di frutta, vegetali e alimenti integrali. Ciò vi fornirà una risorsa bilanciata di energia evitando gli sbalzi di glicemia.

 

ApriCome fare sport per dimagrire

per dimagrire occorre scegliere la velocità che consenta di effettuare il maggior numero di chilometri nel tempo a disposizione.

Il ragionamento fondamentale! - Innanzitutto non dobbiamo considerare il nostro corpo a compartimenti stagni: sa benissimo trasformare i grassi in energia e i carboidrati in grassi. Quindi non è detto che se mangiamo carboidrati verranno immagazzinati carboidrati e se mangiamo grassi andranno necessariamente a finire nella pancetta. Il corpo usa quindi i macronutrienti per adattarsi alle esigenze energetiche. Supponiamo che il soggetto mantenga il suo peso con 2.000 calorie al giorno, di cui 300 sono dovute all'attività sportiva. Se l'attività è blanda si bruciano preferenzialmente i grassi (la percentuale di grassi bruciata a bassa intensità è sì sensibile, ma comunque si brucia sempre una quota di carboidrati), se è intensa i carboidrati. Al che i geni pensano: perché correre forte se si bruciano i carboidrati e non i grassi? L'errore di fondo è che 300 calorie delle 2.000 che assumiamo (a prescindere dal fatto che le abbiamo assunte come grassi o come carboidrati) andranno a sostituire il substrato energetico che è andato perso con la corsa: se abbiamo bruciato grassi, le 300 calorie andranno a sostituire il grasso perso, se bruciamo carboidrati andranno a sostituire la riserva di carboidrati persa (glicogeno). In entrambi i casi il soggetto mantiene il suo peso: può dimagrire solo se assume meno di 2.000 calorie al giorno.

In altri termini:

  • se corriamo molto piano bruciamo i grassi e dimagriamo perché diminuisce la scorta di grassi;
  • se corriamo forte bruciamo i carboidrati e impediamo che carboidrati assunti con l'alimentazione vadano a immagazzinarsi come grasso e quindi dimagriamo perché dirottiamo i carboidrati dalla pancetta all'energia spesa per fare sport.

E se sono a dieta? - Supponiamo che il soggetto che mantiene il suo peso con 2.000 calorie decida di assumerne 300 in meno (quelle che consuma nell'attività fisica), ma faccia sport ad alti regimi bruciando perciò soprattutto carboidrati. Allora si potrebbe pensare che non ci siano calorie che andranno a sostituire la riserva di carboidrati persa; si ricadrebbe nel caso del dimagrimento fittizio: il soggetto perde peso perché svuota le sue riserve di carboidrati. In realtà non è così: si deve infatti considerare che nelle 2.000 calorie ci sono carboidrati. A meno che il soggetto non sia masochista, se vuole dimagrire, sarà in leggero sovrappeso. Supponiamo che delle 2.000 calorie 1.200 siano di carboidrati, 300 di proteine e 500 di grassi. È il classico soggetto che segue la dieta mediterranea, con peso di 65 kg (che giustifica l'equilibrio con 2.000 calorie, di cui 300 sportive) e che dovrebbe dimagrire di 4-5 kg. In un tal soggetto la quantità di carboidrati è eccessiva (come nel 90% della popolazione) e viene quotidianamente trasformata in grasso. Infatti, il suo fabbisogno di carboidrati è di circa (2,6*P in grammi, moltiplicato 4 per avere le calorie) 676 calorie. Se risparmia 300 calorie, ne assume solo 1700 così ripartite: 1.020 di carboidrati, 255 di proteine e 425 di grassi. Dei 1.020 carboidrati assunti, 676 andranno impiegati nel metabolismo, 300 nel ripristinare le scorte e 44 saranno comunque trasformate in grasso. Rispetto alla situazione primitiva solo 44 vengono trasformate in grasso e non 344; quindi l'individuo perde grasso e non riserve di carboidrati. Morale: le 300 calorie risparmiate dirottano i carboidrati assunti con l'alimentazione dalla conversione in grasso al ripristino delle scorte di carboidrati con l'effetto che le scorte di grassi diminuiscono.
Dai conti soprariportati è anche ovvio che chi vuole dimagrire non può intraprendere sforzi mostruosi (tipo maratona) e non rialimentarsi decentemente perché altrimenti rischia di bruciare le sue scorte di glicogeno o, soprattutto, le proteine dei muscoli. Tale pericolo è però decisamente limitato dal fatto che chi è in netto sovrappeso non ha l'allenamento sufficiente per tali tipi di sforzo.

E la fame? - Alcuni sostenitori dell'esercizio a bassa intensità sostengono che correndo veloci si bruciano molti carboidrati, si abbassa la glicemia e si innesca lo stimolo della fame. Queste persone probabilmente non hanno mai fatto sport ad alta intensità e non sanno che dopo un tale sforzo il corpo è così occupato a ripristinare le risorse (tante) perse con l'attività fisica che non si ha che marginalmente fame; l'appetito arriva gradualmente e si reintegrano le (giuste) calorie poco a poco. Invece con lo sport a bassa intensità la fame arriva subito perché l'appetito non è legato alla sola glicemia (come ingenuamente credono i sostenitori del low-training): basta considerare gli effetti di una piacevole passeggiata in montagna!

Per dimagrire si deve correre veloci - Detto in generale, per dimagrire occorre fare la massima fatica. È l'errore opposto al precedente, di chi è convinto che si brucia di più se si va veloci (l'incremento del metabolismo basale è nella stragrande maggioranza di persone non significativo). Che nella corsa il consumo calorico dipenda solo dai km percorsi ce lo dice la fisica che mi fa sapere che il lavoro è dato dalla forza (non tanto il peso, quanto le forze meccaniche del nostro apparato locomotore per spostarlo in avanti, parallele allo spostamento; in una visione molto rozza, pensiamo a una mano che spinge il soggetto in avanti) per lo spostamento.
La velocità con cui viene fatto il lavoro (la potenza) non c'entra con il lavoro totale.L'errore di ritenere importante la velocità nasce dal fatto che si confonde la potenza (lavoro nell'unità di tempo) con il lavoro. Consideriamo un campione mondiale che pesa 60 kg e in un'ora percorre 20 km. Avrà consumato all'incirca 1.200 calorie. Un principiante dello stesso peso che in un'ora percorre 10 km brucerà 600 calorie, la metà: andare più forte ti fa bruciare più calorie nell'unità di tempo. Ma se il nostro principiante percorre 20 km (ci mette il doppio del tempo: 2 ore) brucerà anch'egli 1.200 calorie.
L'uomo non è come un'auto che più va forte più i consumi aumentano: l'uomo spende per fare un km sempre la stessa energia, a prescindere dalla velocità. Quindi meglio (per il dimagrimento non per altri motivi!) fare 22 km a 5'/km che 20 a 4'30"/km.

La strategia giusta

Poiché nella corsa il consumo calorico dipende dai chilometri percorsi, è ovvio che per dimagrire occorre scegliere la velocità che consenta di effettuare il maggior numero di chilometri nel tempo a disposizione.
NOTA - La frase precedente non deve interpretarsi come il consiglio di partire a palla e cercare stoicamente di resistere. Vuol dire trovare la distribuzione dello sforzo che, in base al proprio grado di allenamento, ci consenta di percorrere la strada più lunga. Per esempio il principiante che non ha nelle gambe un'ora di corsa, ma ha a disposizione un'ora, alternerà corsa e cammino in modo da massimizzare i km percorsi.
In quest'ottica l'abbigliamento deve essere il più leggero possibile: coprirsi troppo per sudare è un altro errore fondamentale perché il sudore perso si recupera subito nella giornata bevendo, ma la spiacevole sensazione di caldo ci ferma prima e ci fa fare meno chilometri.
Visitate il sito: www.albanesi.it, dal quale è stato tratto il presente argomento.

 

ApriIl controllo del peso

Il controllo del proprio peso deve essere un'operazione normale senza diventare ossessiva. Non si controlla il peso per il timore di essere aumentati (posizione negativa), ma per la curiosità scientifica di scoprire come lavora il proprio corpo e sapere quindi gestirlo a meglio.

Il nostro corpo è infatti costituito da:

  • Ossa e organi interni
  • Muscoli
  • Riserve di carboidrati (glicogeno)
  • Grasso
  • Acqua

Ossa e organi interni - Nel breve-medio periodo il peso delle ossa e degli organi interni è costante e non ha senso quindi considerarlo potenzialmente variabile nel controllo della propria massa. Ciò che può cambiare è il contenuto dell'intestino: se un soggetto a dieta si abbuffa, il giorno dopo rileverà un aumento considerevole di peso. In realtà questo aumento è fittizio, perché in gran parte è dovuto al maggior contenuto intestinale (rispetto alla situazione di normalità). L'intestino risulta cioè sovraccarico rispetto alla situazione standard e il peso aumenta finché non si sia ristabilita la situazione (cioè praticamente non si pesano solo le calorie dei cibi assunti in più, ma anche le scorie che le accompagnano negli alimenti). Il discorso può essere ulteriormente compreso se il soggetto si pesa dopo aver mangiato 2 kg di mele (ammesso che ci riesca!). Le mele apportano circa 900 kcal che tradotti in grassi fanno 100 g; considerando l'acqua che resterà legata ai grassi il soggetto aumenta di 200 g e non dei 2 kg che segna la bilancia appena finito il pasto. Nel tempo verranno eliminate le sostanze non necessarie (acqua, fibre, prodotti di rifiuto della digestione delle mele ecc.).
Muscoli - Sono funzione della dieta (se per esempio è ipocalorica si bruciano anche i muscoli) e dell'esercizio fisico che tende a incrementarli. La percentuale di massa magra deve essere stimata con precisione usando una bilancia impedenzometrica affidabile. Solo così si può realmente valutare se un dimagrimento è reale (perdita di grasso) o è fittizio (perdita di muscoli, l'individuo diventa magro, ma "debole"). Questo concetto sfugge alle mentalità anoressiche che considerano solo il peso e non la percentuale di grasso del proprio corpo. Occorre tener presente che nei muscoli l'acqua arriva al 65-70% per cui se si usa una dieta ipocalorica che fa perdere muscoli si perde peso facilmente perché si perde tutta l'acqua legata ai muscoli persi. Ovviamente non è una buona strategia.
Quindi:ogni individuo dovrebbe conoscere la propria percentuale di massa grassa.
Non hanno pregio metodi che usano misurazioni alla vita, alle cosce ecc. perché danno per scontato che la muscolatura del soggetto non cambi. Questi metodi volumetrici non fanno cioè differenza fra grasso e muscolo.
Riserve di carboidrati (glicogeno) - Questa variabile è considerata da pochi perché il glicogeno immagazzinato nei muscoli e nel fegato non supera in genere lo 0,7% del peso corporeo dell'individuo. Il corpo è cioè in grado di immagazzinare carboidrati in quantità limitata, sufficiente per esempio per compiere uno sforzo pari a una corsa di circa 30 km. Quando queste riserve diminuiscono il soggetto spesso si sente stanco e svuotato. Anche in questo caso, diete ipocaloriche possono portare a una condizione permanente di riserve di glicogeno basse. Ciò crea una condizione di dimagramento fittizia. Infatti supponiamo un atleta che compia un grosso sforzo fisico, per esempio corra al massimo delle sue possibilità per 10 km; se lo sforzo è molto intenso, il substrato utilizzato è rappresentato quasi totalmente dai carboidrati. Poiché un g di glicogeno lega 2,7 g di acqua e apporta 4 kcal, un atleta di 70 kg che consuma per la gara sui 10 km circa 700 kcal avrà bisogno di 175 g di glicogeno, cioè perderà circa 650 g (considerando anche l'acqua legata al glicogeno), a prescindere dall'acqua che perderà per problemi di termoregolazione (quantità che per sforzi massimali è sicuramente notevole, cioè l'atleta suderà molto). Per sforzi massimali pertanto si vedrà un dimagramento fittizio notevole, in quanto il glicogeno viene ripristinato solo dopo un certo tempo.
Se lo reintegro con le stesse calorie perse dopo parecchie ore (diciamo un giorno al massimo, dipende dall'indice glicemico degli alimenti), ritorno al peso iniziale. Se reintegro con meno calorie, le scorte si rigenereranno con minore velocità (e in questo periodo le prestazioni saranno inferiori per motivi energetici, soprattutto se lo sforzo è prolungato), verranno bruciati grassi per le attività meno intense e si dimagrirà stabilmente, ma meno di quanto verificato immediatamente dopo lo sforzo. Per concludere l'esempio se il nostro atleta che ha speso 700 calorie, appena reidratato (cioè dopo che ha bevuto e ha recuperato l'acqua persa) vedrà un dimagramento fittizio di 650 g; se ripristina solamente 400 kcal, quando le varie trasformazioni fra macronutrienti che l'organismo sa gestire si sono concluse, avrà perso solo 66 g (infatti 700-400 kcal=300 kcal; poiché 300 kcal equivalgono a 300/9=33 g di grassi, con l'acqua legata dai grassi si arriva a 66 g). Come si vede il dimagramento fittizio è notevole. Per capire come dimagrire facendo sport si legga l'articolo corrispondente.
Grasso - Chi controlla frequentemente il peso corporeo lo fa spesso nel timore di ingrassare molto. Questo timore a breve è del tutto infondato. Poiché un g di grasso lega il 50% di acqua e apporta 9 kcal, per ingrassare di 3 kg occorre immagazzinare 1,5 kg di grasso, cioè assumere 1.500*9=13.500 kcal. Assumere 13.500 kcal in più (rispetto alla normale alimentazione) in una settimana (cioè circa 2.000 kcal al giorno) è praticamente impossibile, a meno di non partecipare a cenoni, matrimoni e abbuffate varie. 
Acqua - La quantità d'acqua che è presente nel nostro corpo è notevole per cui, nonostante i meccanismi di regolazione, è possibile avere una certa variabilità senza che il soggetto manifesti sintomi preoccupanti. Un modo (stupido) di barare sul proprio peso è forzarsi a non bere oppure fare attività fisica coprendosi moltissimo per sudare il più possibile. Barando sull'acqua, si può variare il proprio perso in su (si beve troppo, il che accade molto raramente) o in giù (si beve troppo poco e non si reintegra il sudore perso) fino a 2 kg per un soggetto di circa 70 kg.
Esistono anche altri fattori oltre al semplice bere che possono agire sull'acqua del nostro corpo:

  • l'assunzione di integratori volumizzanti (che causano un incremento di volume delle cellule ritenendo acqua) come la creatina e la glutammina;
  • l'assunzione di cibi (in particolare quelli salati o ricchi di glutammato di sodio, tipico per esempio della cucina cinese) che inducono un maggior consumo d'acqua che verrà poi eliminata una volta eliminato il sodio contenuto negli alimenti.
  • l'assunzione di farmaci (per esempio gli antinfiammatori che inibendo l'azione delle prostaglandine facilitano la ritenzione idrica).

Visitate il sito: www.albanesi.it dal quale è stato tratto il presente argomento.

 

ApriIl sovrappeso

Il primo consiglio per dimagrire è quello di volerti bene e di amare il tuo corpo. Tu ti vuoi bene? ti rispetti? rispetti il tuo corpo?
Molte volte, probabilmente influenzati dalle concezioni estetiche che ci circondano, colleghiamo il combattere il sovrappeso ad una finalità prevalentemente estetica, ma questo è un errore tanto comune, quanto grave.

Il soprapeso infatti, è da considerare una vera e propria sfida da vincere, per ottenere la "salute", e non solo il piacere di specchiarsi.
Talvolta però, la convinzione (realistica o meno) di non poter raggiungere un fisico snello, il fisico che vediamo in tv o nelle riviste, inibisce e/o boicotta psicologicamente il desiderio di perseguire un programma dimagrante mirato al miglioramento dello stato attuale di sovrappeso.
Un programma che nel giro di qualche mese porti a diminuire tutti, o buona parte, dei chili di troppo, apporterà comunque un notevole giovamento nella qualità della vita quotidiana rispetto la situazione di partenza, e questo anche se non si sarà mai all’altezza di posare per la copertina di una rivista sportiva. Se poi, strada facendo, si riesce anche a trovare una maggiore determinazione per spingersi via via oltre le proprie iniziali aspettative, tanto meglio, ma il non partire affatto, o il mollare la presa perché se si è convinti di non poter mai arrivare ad avere un fisico snello, è decisamente errato. Sicuramente infatti, tra il fisico snello che non potremo mai avere ed il migliorare notevolmente la situazione di sovrappeso, è decisamente più raggiungibile, e per questo perseguibile, la seconda situazione, comunque tangibilmente migliorativa per la quotidianità della vita, rispetto la situazione di partenza.

Alimentazione e sovrappeso:
La  nutrizione è quel processo attraverso il quale i nutrienti vengono estratti dagli alimenti nel processo di digestione, assorbiti dall’organismo e utilizzati per fini energetici e plastici propri dell’organismo stesso.
Se questo è il compito della nutrizione, bisogna che i nutrienti trasportati dagli alimenti siano nella quantità e qualità richieste dall’organismo che, pur non essendo un “oggetto” rigido, ha dei limiti nelle sue capacità di adattarsi a una introduzione di nutrienti che si discosti troppo da quelle che sono le sue reali esigenze.
Se questi limiti, sia quello minimo sia quello massimo, vengono superati anche di poco, si instaura una condizione di rischio che a lungo andare può portare a manifestazioni non più compatibili con la buona salute. “Sicurezza nutrizionale”, pertanto, vuol dire introdurre giornalmente nel nostro organismo, mediante gli alimenti, nutrienti in quantità e qualità tali da essere ampiamente entro i limiti di tolleranza dell’organismo.

Dimagrire con la testa
E' sbagliato pensarla così

  • la presunzione di sapere 'come fare' è la maggiore causa di fallimento
  • per dimagrire bisogna fare la fame
  • salto i pasti così dimagrisco prima
  • la pasta e il pane fanno ingrassare
  • sto a dieta quindi non posso assolutamente trasgredire
  • il mio metabolismo non funziona bene
  • solo i farmaci mi possono far dimagrire
  • da domani mi metto a dieta intanto mangio
  • per dimagrire debbo per sempre rinunciare ai miei cibi preferiti
  • la dieta mette tristezza
  • mi sento in colpa se trasgredisco
  • è inutile dimagrire, tanto poi ingrasso

E' corretto pensarla cos&igrave

  • dimagrisco se riesco a controllarmi
  • controllo alimentare significa dieta come regola che prevede ed è potenziata dalla trasgressione
  • il tempo è il migliore alleato
  • controllo non tanto il tipo di cibo ma il metodo di cottura che non preveda l'aggiunta di grassi di condimento
  • meglio una porzione abbondante di pasta senza condimenti che metà porzione condita abbondantemente
  • la colazione è un pasto principale
  • non salto i pasti altrimenti la fame mi fa perdere il controllo
  • ho la certezza di perdere peso se riesco a mantenere il controllo
  • solo modificando il mio modo di 'pensare dietologico' posso mantenere i chili persi
  • gli integratori possono aiutarmi, ma devo principalmente curare l’alimentazione e fare movimento
  • se mi trovo a lottare con la bilancia debbo mettere in discussione le mie convinzioni dietologiche e/o l'attività fisica che sto (o non sto) eseguendo

Il primo consiglio per dimagrire è quello di volerti bene e di amare il tuo corpo. Tu ti vuoi bene? ti rispetti? rispetti il tuo corpo?
Ha mai pensato che il tuo corpo è l'unico compagno nel tuo viaggio della vita? E' con te in ogni momento e sempre lo sarà. Il tuo corpo ti sorregge, ti permette i movimenti, ti porta ovunque, bisogna portare rispetto per lui e per ciò che ci permette di fare...Pensaci, eppure spesso lo tratti male il tuo corpo, lo offendi, lo rifiuti, lo incolpi ...Credi sia giusto?
Consigli dimagrire ne esistono tanti ma tu, desideri veramente andare alla conquista del tuo corpo senza stressarti troppo?
Smetti per favore di pensare di voler perdere 4 kg in una settimana oppure di saltare i pasti oppure di iniziare la dieta lunedì....quante volte lo hai già fatto? Non funziona lo sai anche tu vero? Gli obiettivi si raggiungono con il tempo e la volontà e allora si che consolidi il risultato, questo è un principio che vale per ogni cosa non trovi? E poi smettila di sentirti in dieta perenne, che brutta cosa!!! Cerca invece di arrivare ad un buon equilibrio alimentare.
E quindi?....ci stai?
Ricorda che questi consigli dimagrire sono molto semplici e  si affidano al buon senso, valgono per te che non hai particolari patologie. Se così non fosse mi raccomando evita il fai da te e consulta il tuo medico di fiducia.
Evita di saltare i pasti, bisognerebbe mangiare tre pasti più due spuntini  e non fare passare troppo tempo tra un pasto e l'atro per evitare i morsi della fame.
Diminuisci i cibi che sono tanto buoni ma che fanno tanto danno, li conosci del resto: salumi insaccati, formaggi, prodotti industriali come la margarina, dolci e merendine. (Però ogni tanto, ma solo ogni tanto mi raccomando, mangiali fanno bene all'umore-:)
Non farti mai mancare verdure crude o cotte, fanno volume, ti danno un senso di sazietà, lo so che non ti piacciono però sopporta. Impara anche a consumare  legumi come ceci e lenticchie, ottima fonte di proteine. Varia se puoi la tua alimentazione, se mangi carne a pranzo mangia pesce a cena. Tra i consiglio dimagrire uno importante è MASTICARE LENTAMENTE DURANTE I PASTI.
Riduci il consumo di pane e pasta o magari sostituiscilo con la versione integrale e cerca di moderare l'uso del sale. Evita salse e salsine e prepara i sughi a crudo aggiungendo l'olio solo alla fine, utilizza erbe aromatiche e spezie.
Bevi durante la giornata possibilmente fuori dai pasti, cerca di raggiungere almeno il litro e mezzo.
Conosci la frase SEI QUELLO CHE MANGI? bene e allora coraggio!
Non punirti però quando sgarri, i sensi di colpa sono altamente distruttivi. Prendi atto e vai avanti e non dimenticare il primo consiglio: l'amore che provi per te.
Altri consigli dimagrire, ricordati che il movimento è un alleato importante per il benessere, ed è basilare per dimagrire, in questo caso fai movimento almeno tre volte alla settimana e se puoi varia le tue attività: nuoto, corsa, camminare, tennis, sci, bicicletta, pesi e così via. In questo modo coinvolgi tutti i tuoi muscoli e non solo una parte di loro.
In una palestra moderna ed attrezzata, potrai chiedere all’istruttore di darti un programma che ti aiuti a bruciare le calorie e che si adatti progressivamente ai tuoi miglioramenti.
Quando mangi concentrati e assapora il cibo, masticalo e gustalo, e sii consapevole che ti stai nutrendo, se inghiottisci a ripetizione avrai la sensazione di non aver nemmeno mangiato e dopo poco ti verrà fame.
Per questo ti chiedo, quando mangi a casa la televisione è spenta o accesa? capisci il perché di questa domanda?
La sera dopo cena hai il vizio di sgranocchiare qualcosa tipo patatine, noccioline o altro? Se si, cerca di eliminare questa abitudine perché così assimili troppe calorie.
Scale o ascensore? di solito cosa scegli? e da oggi cosa sceglierai? Se puoi, evita il più possibile le comodità, perché ogni attività fisica, anche apparentemente non importante, contribuisce comunque ad aumentare il consumo calorico sostenuto a fine giornata.
Fermare le "voglie" di patatine, cioccolata, dolci, ecc.
Tra i consigli dimagrire ti ricordo anche di individuare quelle abitudini che ti portano ad ingrassare o quanto meno a non dimagrire. Come andiamo con gli aperitivi, le noccioline, le patatine e gli stuzzichi e le cene con gli amici? Va bene ogni tanto ma regolati.
E' davvero difficile eliminare delle consolidate voglie di cibo (non di acqua) o la dipendenza da un determinato alimento.
La disassuefazione richiede, infatti, grande forza di volontà ed impegno continuo. Per riuscire è sufficiente "tirare la cinghia" per 12 settimane: questo è il tempo che serve per far abituare definitivamente il proprio organismo al nuovo stile alimentare e di "gusto".
Alla fine, quando i risultati iniziano ad arrivare e quando si comincia a sentirsi meglio, è facile abituarsi al nuovo regime "di vita". Anzi, diventa un piacere.
Consumi spesso cibi di corsa aprendo a caso il frigo?
Di solito concentri la tua spesa in un giorno alla settimana o puoi diluirla in più giorni? Se riesci a dilazionarla almeno in due giorni eviti di riempire il carrello senza troppa attenzione. NON FARE MAI LA SPESA QUANDO HAI FAME!!!! ti è mai capitato? e allora saprai bene che compri con lo stomaco e non con la testa.
E ora osserva la tua postura, come sei? Inarchi la schiena alla base (iperlordosi) o curvi le spalle in avanti (cifosi dorsale)? Quando ti siedi ti afflosci oppure opponi un minimo di resistenza? Hai mai notato che ci sono persone che sembrano avere la "pancetta" ma in realtà dipende dalla loro postura "rilassata? In più la cattiva postura peggiorata dal peso della gravità crea difficoltà al sistema linfatico e venoso con conseguenze sulla circolazione. Ti stai osservando allo specchio? Se ti ritrovi in questa descrizione potresti anche prendere in considerazione l'idea di consultare un posturologo.
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Vero o Falso?
Ci sono affermazioni, mode o leggende, che sono diventate per molte persone delle "verità", semplicemente perché da anni le sentono ripetere da amici, nonne o conoscenti.
Cerchiamo di mettere un po' di ordine e capire se fra le tante affermazioni che molto spesso vengono fatte su cibi o abitudini sono vere, soprattutto se promettono una perdita di peso.

Colazione da re pranzo da principe e cena da povero
Questo vecchio detto popolare dice una cosa giusta: infatti per il nostro organismo è più semplice smaltire gli alimenti mangiati nella prima parte della giornata, quando cioè il nostro corpo lavora più intensamente. E’ preferibile infatti evitare carboidrati (e ovviamente dolci) nella seconda parte della giornata, diciamo dalle 16 in poi.

Le bevande frizzanti fanno ingrassare
Dipende: se parliamo di acqua gassata, questa gonfia lo stomaco, ma è solo una condizione temporanea, dato che non apporta nessuna caloria. Le bibite come la coca-cola invece contengono molti zuccheri per cui fanno ingrassare.

I prodotti integrali sono meno calorici dei corrispettivi raffinati
Falso: i prodotti integrali hanno le stesse calorie dei corrispettivi raffinati, soltanto che avendo più fibre vengono preferite nelle diete per il fatto che danno un senso di sazietà maggiore ed agevolano la digestione.

Gli alimenti "light" fanno dimagrire
Falso: i cosiddetti alimenti "light" sono molto spesso meno calorici, ma il fatto che apportino meno calorie non vuol dire però che facciano dimagrire.

Digiunare aiuta a ripulire l'intestino
Vero: ma comunque non è indispensabile non mangiare nulla per ripulire il proprio organismo, piuttosto si può arricchire la propria dieta di quegli alimenti che hanno proprietà depurative e disintossicanti, come certe verdure.

Consumare i pasti a orari regolari aiuta a controllare la fame
Vero: se si hanno pasti regolari il nostro organismo tende a non fare le bizze e ad avere un proprio ritmo nell'assimilazione degli alimenti.

Il succo di ananas fa dimagrire
Falso: questo frutto non fa assolutamente dimagrire, ma è l'unico a contenere una sostanza, la bromelina, che favorisce l'assimilazione delle proteine, dando una mano alla digestione.

Nella dieta si devono eliminare tutti i grassi
No: certamente una dieta dimagrante dovrà essere povera di grassi, ma questo non vuol dire che bisogna eliminarli del tutto. Questi infatti favoriscono l'assorbimento delle vitamine liposolubili, per cui, anche se in quantità limitata, devono essere presenti nella nostra dieta.

Per dimagrire non si deve mangiare pane e pasta
Falso: basta regolarsi nelle quantità. E' anzi deleterio eliminare cibi che fanno parte della nostra quotidianità, poiché una volta finita la dieta è più difficile riprendere un rapporto "giusto" con questi, e si rischia di recuperare in fretta i chili persi.

Massa grassa e massa magra:
Sono concetti moderni e significativi. E’ possibile, infatti, considerare ogni organismo come composto da questi due compartimenti che devono essere nelle giuste proporzioni e misure a seconda di età, sesso, attività fisica, ecc. Data la facilità con cui oggi è possibile compiere la misurazione di questi compartimenti è illogico e scorretto non farvi riferimento.
Il vero obiettivo di ogni terapia dimagrante è solo ed esclusivamente la perdita di tessuto adiposo, cioè di "grasso" e con esso realizzare la perdita di peso.
Accanto, dunque, ai consueti esami medici e di laboratorio, una particolare importanza per la prescrizione di diete rivestono tutti quegli accertamenti strumentali volti alla quantificazione, il più esatta possibile, dei dati antropometrici di interesse dietologico: le indagini antropometriche. Ciò che sostanzialmente interessa nel programmare una terapia dimagrante è di dare una precisa risposta ad una domanda: "Quanto peso deve essere perso?" e cioè: "Quanto tessuto adiposo (cioè quanto "grasso") deve (e può) essere perso?"
Risulta evidente che non è possibile rispondere se prima non sappiamo "Quanto del nostro peso è dovuto al tessuto adiposo? In altre parole: Quanto grasso abbiamo nel nostro corpo e dove è disposto?
In pratica…

  • Il rilievo di peso e altezza - E’ una delle più comuni operazioni da effettuare nel corso della prima osservazione clinica ma si tratta di dati del tutto insufficienti per una corretta valutazione preliminare. Vi sono altre e più complete Indagini da compiere per un adeguato inquadramento.
  • La valutazione della composizione corporea - La misurazione della Massa Magra, della Massa Adiposa e dell’Acqua Corporea Totale è un accertamento obbligatorio. Questa "analisi delle masse", viene oggi condotta anche con procedimenti di estrema semplicità ma di accurata precisione. Una delle tecniche più semplici ma più accurate è la "Body Imepedance Analysis (B.I.A.)" o "Impedenziometria Corporea". La cui esecuzione assomiglia grosso modo ad un Elettrocardiogramma. Sfrutta la diversa conduttività dei tessuti del corpo alla corrente elettrica ed offre dati di estremo interesse.
  • La distribuzione del tessuto adiposo - E’ un altro rilievo di utilità straordinaria. Si tratta in pratica di arrivare non solo a definire quanto grasso è presente nel corpo ma anche dove è distribuito. Per una utile valutazione della distribuzione adiposa alcuni metodi tecnici possono essere di grande aiuto ( TAC, Ecografia) ma anche il semplice rapporto tra la circonferenza dei fianchi e della vita è un ottimo indice (WHR)

 

ApriLa cellulite

Ciò che viene comunemente denominata cellulite è in realtà una forma clinica caratterizzata da infiammazione del tessuto sottocutaneo o connettivo che si manifesta con aspetto spugnoso e bucherellato della pelle (a buccia d'arancia) con rigonfiamenti più o meno evidenti.

Non tutto il grasso è cellulite: l'adiposità localizzata in alcune zone, come i fianchi, i glutei e le cosce rappresenta una presenza fisiologica nel corpo femminile, strettamente dipendente dall'azione degli estrogeni (ormoni sessuali femminili) che favoriscono una maggiore ritenzione di liquidi ed un naturale deposito di grasso. In alcuni casi, poi, l'inestetismo è causato da un ''afflosciamento'' del tessuto di sostegno sottostante a causa di dimagrimenti ripetuti, mancanza di tono muscolare o come conseguenza di errati trattamenti estetici.
Il trattamento degli inestetismi della cellulite prevede un attacco mirato su diversi fronti. I risultati saranno tanto maggiori quanto minore sarà il tempo trascorso dalla sua prima comparsa (una cellulite recente è più facilmente trattabile di una cellulite presente da diversi anni).
Per ridurre gli effetti di questo inestetismo risultano fondamentali prima di tutto una sana alimentazione e un esercizio fisico regolare. L'alimentazione dovrà seguire una dieta bilanciata in particolare ricca in frutta, verdura e fibre. L'esercizio fisico dovrà essere regolare prediligendo quelle attività basate sul lavoro ''aerobico'' cioè di bassa intensità e di lunga durata come il nuoto, la bicicletta, la corsa, ecc. Sarà inoltre importante bere molta acqua durante la giornata (almeno un litro e mezzo) per contrastare la ritenzione idrica e facilitare l'eliminazione delle tossine.
L'associazione di prodotti a base di sostanze naturali con azione drenante e depurativa può essere utile: i numerosi prodotti in commercio hanno senza dubbio un ruolo di complemento con gli altri trattamenti. Il ricorso a creme cosmetiche va sicuramente incoraggiato, poiché, a prescindere dalla presenza di componenti ad azione favorente il microcircolo e con azione elasticizzante, lo scorrimento delle mani sulla pelle è già di per se di notevole aiuto per la stimolazione della circolazione periferica. I principi attivi più utilizzati risultano essere il fucus vescicolosus, il ginkgo biloba, la centella asiatica, il gambo d'ananas, il rusco, l'ippocastano, l'escina, la caffeina e sostanze leviganti come gli alfa-idrossiacidi.

Esistono anche prodotti farmaceutici che contengono derivati della tiroxina (ormone secreto dalla tiroide la cui funzione principale &egrave; incrementare il metabolismo cellulare) indicati per il trattamento locale dell'adiposit&agrave; e degli inestetismi della cellulite. Trattandosi di sostanze derivate da ormoni tiroidei &egrave; bene non ricorrervi se si soffre di ipertiroidismo, durante la gravidanza e l'allattamento.<br />
Per quanto riguarda le smagliature, anche in questo caso il trattamento sar&agrave; risolutivo solo nel caso in cui siano comparse di recente (si riconoscono per l'aspetto violaceo). In caso contrario si potr&agrave; ottenere solo un'attenuazione dell'inestetismo (e un' azione preventiva contro la formazione di nuove smagliature). I prodotti disponibili sono numerosi e hanno fondamentalmente un'azione tonificante ed elasticizzante sul tessuto.
E' consigliabile, per ottenere risultati visibili, applicare il preparato scelto ogni giorno nella fase di attacco, per poi ridurre la frequenza delle applicazioni a giorni alterni.

  • Che cos'è?
  • Le cause
  • I tre stadi
  • Come affrontare il problema
  • Gli integratori dietetici
  • I trattamenti "anti-cellulite"

Che cos'è?
L'inestetismo comunemente chiamato cellulite, correttamente definita pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica (Pefs), è una alterazione delle strutture del tessuto connettivo che si manifesta in superficie con aspetto spugnoso e bucherellato della pelle (''a buccia d'arancia'' o ''a materasso'') e rigonfiamenti più o meno evidenti. Questo particolare aspetto del tessuto è causato dall'aumento di volume (ipertrofia) delle cellule adipose. La cellulite è una condizione che non ha nulla a che vedere con i concetti di obesità e magrezza. Una donna grassa può infatti non esserne affatto colpita, mentre una donna magra può soffrirne anche in modo importante. E' vero tuttavia che se si è in soprappeso, eliminando i chili di troppo, si può, almeno in parte, migliorare la situazione.

Le cause
La formazione della cellulite è riconducibile principalmente all'azione degli estrogeni (ormoni sessuali femminili) che favoriscono una maggiore ritenzione di liquidi ed un naturale deposito di grasso in particolari zone del corpo (cosce, fianchi, glutei). Diversi fattori concomitanti tuttavia contribuiscono alla formazione di cellulite: fra questi principalmente, accanto alla familiarità, abitudini di vita non corrette, come l'abuso di alcool e di sigarette, una vita sedentaria, il soprappeso, la stitichezza. Anche indossare indumenti troppo stretti o scarpe con tacchi troppo alti sembra giocare un ruolo importante per gli effetti sulla circolazione delle gambe. Quando infatti, il sangue affluisce ai tessuti con difficoltà, e altrettanto difficilmente defluisce, può indurre una sofferenza e una degenerazione del tessuto connettivo. In particolare, nel derma si modifica il processo di fuoriuscita di liquidi dai capillari e il rientro di liquidi per via linfatica e venosa. Nell' ipoderma, contemporaneamente, si formano dei pronunciamenti (creste adipose) che tendono a spingersi e ad incunearsi nel derma, provocando un'anomalia strutturale nel connettivo. Quando i liquidi ceduti per via capillare non riprendono il flusso per via linfatica e venosa e i cataboliti, rimanendo nelle zone interstiziali, non vengono drenati, si verifica una condizione infiammatoria da stasi idrica. Ne deriva una condizione di compressione generale del connettivo, con costrizione delle terminazioni nervose e dei vasi sanguigni (da cui una riduzione della temperatura nelle zone cellulitiche).

I tre stadi
Si possono individuare principalmente tre stadi evolutivi della cellulite, caratterizzati da una progressiva degenerazione del tessuto interessato:

  • Fase edematosa: è la fase precoce, in cui prevale il ristagno di liquidi a livello tessutale e la cellulite si avverte solo al tatto. Può essere presente gonfiore e pesantezza degli arti inferiori.
  • Fase fibrosa: a questo livello il problema è più ampio e coinvolge il tessuto adiposo. Già a questo stadio la cellulite è visibile (buccia d'arancia): il ristagno di liquidi e la cattiva circolazione producono un ''rigonfiamento'' della cellule di adipe. A questo punto si formano piccoli noduli e il tessuto connettivo di sostegno perde elasticità e diventa più rigido.
  • Fase sclerotica: è il risultato finale del processo di degenerazione tessutale. A questo stadio i noduli risultano induriti e dolenti. La pelle presenta avvallamenti e gonfiori evidenti, che le conferiscono l'aspetto ''a materasso''.

Come affrontare il problema
Il trattamento degli inestetismi della cellulite prevede un attacco mirato su diversi fronti. I risultati saranno tanto più significativi quanto minore sarà il tempo trascorso dalla prima comparsa (una cellulite recente è più facilmente trattabile di una cellulite presente da diversi anni).
Una sana alimentazione e un esercizio fisico regolare sono due armi indispensabili per combattere la cellulite. L'alimentazione dovrà prevedere una dieta bilanciata ricca in particolare in frutta, verdura e fibre. Anche l'assunzione di almeno un litro e mezzo di acqua durante la giornata, aiuta a contrastare la ritenzione idrica e facilitare l'eliminazione delle tossine.
L'esercizio fisico dovrà essere costante e regolare prediligendo quelle attività basate sul lavoro ''aerobico'' cioè di bassa intensità e di lunga durata come il nuoto, la bicicletta e la corsa. Le attività aerobiche, infatti, permettendo al nostro muscolo di lavorare in condizioni di massima ossigenazione, aiutano a smaltire il grasso ed a migliorare la circolazione.

Gli integratori dietetici
Notevolmente diffusi da alcuni anni sono gli integratori dietetici a base di sostanze naturali. Queste sostanze (come ad esempio, ananas, betulla, ginkgo biloba, centella, fucus vescicolosus, bioflavonoidi, ecc) sembrano contrastare la formazione della cellulite attraverso un’azione drenante sui liquidi e favorente il microcircolo. Gli integratori, da assumere con regolarità e per periodi piuttosto prolungati, hanno un ruolo di complemento con i trattamenti cosmetici, ma il loro impiego non va disgiunto da un'alimentazione sana, un esercizio fisico regolare e dall'assunzione di notevoli quantità di liquidi.

I trattamenti "anti-cellulite"   ( visita il sito www.biolabel.it )
Il solo ricorso a creme cosmetiche anti-cellulite, può essere utile, ma difficilmente solo mediante questa azione risolveremo il problema. Ricorrendovi con costanza e regolarmente, si può comunque ottenere un'attenuazione dell'inestetismo.
Fra i componenti dei molti prodotti in commercio rientrano ippocastano, rusco, ginkgo biloba e gambo d'ananas con funzione vasoprotettrice e per ridurre l'eccessiva permeabilità dei capillari. Per dare tono ed elasticità al connettivo si ricorre all'impiego di centella, mentre, per agire sulle creste adipose e la loro eccessiva infiltrazione nel connettivo, si utilizzano le xantine (fra cui la caffeina) e i derivati iodati (es. tiroxina). Infine, altre sostanze, come il ginkgo biloba o gli estratti di arnica e capsico, vengono aggiunte per migliorare la circolazione sanguigna nella zona cellulitica; queste sostanze vengono anche definite termoattive perché producono un innalzamento della temperatura locale. I prodotti a base di tiroxina, un ormone secreto dalla tiroide la cui funzione principale è incrementare il metabolismo cellulare, sono veri e propri medicinali e trattandosi di ormoni tiroidei è bene non ricorrervi se si soffre di disturbi della funzionalità tiroidea, durante la gravidanza e l'allattamento.
Tutti questi prodotti vanno generalmente applicati due volte al giorno (mattina e sera) per periodi prolungati; il massaggio delle gambe deve avvenire con movimenti ampi, dal basso verso l'alto, insistendo in particolare sui polpacci e sul ginocchio, per facilitare il ritorno venoso. Il massaggio sulla pancia, più delicato e leggero, dovrà avvenire invece in senso circolare. A prescindere infatti dalla presenza di componenti ad azione favorente il microcircolo ed elasticizzante, lo scorrimento delle mani sulla pelle è già di per sé di notevole aiuto per stimolare la circolazione periferica.
Vi suggeriamo di visitare il sito www.biolabel.it, per trovare il prodotto più adatto alle vostre esigenze.

Cellulite ed alimentazione:
E’ importante prevenire la formazione di cellulite, e la dieta è il sistema migliore per farlo.
E' proprio con la dieta, infatti, che si aiuta l'organismo a funzionare meglio: favorendo la circolazione, eliminando i liquidi in eccesso e migliorando la regolarità dell'intestino.
Non bisogna pensare che la cellulite sia un male inevitabile, che colpisce tutte le donne indistintamente e che si trasmette di madre in figlia in base a inderogabili leggi di ereditarietà.
E' vero che la cellulite può colpire chiunque, già a partire dal periodo che segue l'età dello sviluppo. Ma un'alimentazione appropriata può evitarne la comparsa o limitarne i danni.
Una dieta appropriata può impedire che si arrivi alla terza fase dello sviluppo della cellulite. Calibrando la propria alimentazione, si può favorire la circolazione e aiutare l'organismo ad eliminare i liquidi in eccesso dai suoi tessuti.
La dieta che favorisce la circolazione deve prevedere pochissimi grassi, privilegiando quelli di origine vegetale. Negli alimenti di origine animale, infatti, sono presenti una grande quantità di grassi cosiddetti "saturi" e di colesterolo. A differenza dei grassi cosiddetti "insaturi" (presenti per esempio nell'olio extra vergine di oliva e di mais), i grassi saturi si depositano sulle pareti delle vene e delle arterie.
In questo modo inizia la loro occlusione, che provoca prima la rigidità delle vie circolatorie e poi, nei casi più gravi, la formazione di trombi (cioè di grumi di sangue). La conseguenza di queste alterazioni è il rallentamento del flusso del sangue e il rischio di malattie della circolazione e del cuore.
Occorre integrare la propria alimentazione con sostanze che accelerano la velocità di scorrimento del sangue, e che rafforzano e rendono più elastiche le pareti di vene e arterie. Per esempio i "bioflavonoidi" (di cui si possono trovare ulteriori informazioni nell'area del sito dedicata agli integratori e supplementi).
Queste sostanze sono in genere contenute in abbondanza nella frutta e nella verdura di colore rosso scuro o tendente al viola come melanzane, prugne, ciliegie, uva nera, cavolo nero e soprattutto mirtilli. Fra l'altro queste sostanze hanno anche un'altra importante proprietà: riescono a rendere meno fragili i vasi capillari, impedendone quindi la rottura quando vengono compressi dai liquidi in eccesso e dalle dilatazioni.
Anche altre vitamine, oltre ai bioflavonoidi, favoriscono la buona circolazione del sangue e la salute dei capillari. Si tratta delle vitamine A, C ed E. Specialmente la vitamina C contenuta nelle bacche di rosa canina stimola la circolazione ed ha una potente azione antiossidante.